1° Coordinamento Europeo contro la “movida selvaggia”.

La nostra Associazione degli Abitanti di Piazza Vittorio e Zone Circostanti/Vanchiglia fa parte del Coordinamento Nazionale No Degrado e Mala Movida  http://nodegradoemalamovida.it/,  parteciperemo in rappresentanza dell’Italia al Primo Coordinamento Europeo sul tema, a seguire il comunicato stampa:

Primo Coordinamento Europeo Contro la deriva della “movida selvaggia”. 

Il 31 maggio 2016 a Parigi si incontreranno i rappresentanti delle associazioni e dei comitati di diversi Paesi per costituire un Coordinamento Europeo con la finalità di evidenziare una problematica dilagante e finora sottovalutata dai Governi europei.

Per l’Italia saranno presenti Simonetta Chierici presidente del Coordinamento Nazionale No Degrado e Mala Movida, Caterina Rodinò del Comitato Chiaia Viva e Vivibile di Napoli, Giorgio Sorbara del Comitato No Degrado e Mala Movida di Monza, entrambi aderenti insieme ad altre 30 città al Coordinamento Nazionale  http://nodegradoemalamovida.it/

Raggruppati all’interno della Rete « Vivre la Ville ! », le Associazioni di residenti di molte città europee si riuniranno a Parigi il 31 maggio 2016 (infos suhttp://www.vivre-la-ville.fr/).

L’obiettivo è lo sviluppo di un coordinamento europeo finalizzato al rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini nei quartieri dedicati all’intrattenimento notturno, nonché alla salvaguardia del patrimonio dei siti investiti dal fenomeno. Le derive della vita notturna sono certo un fatto notorio; non sono però una fatalità. La rete « Vivre la Ville ! » formula proposte concrete ed economicamente sostenibili per arginare i gravi fenomeni di deriva sociale, proposte lungamente maturate, frutto di esperienze comuni,  analisi e strumenti acquisiti  dalle associazioni che la costituiscono. Tra i politici responsabili in molte grandi città europee si è creato un clima di competizione internazionale intorno alla organizzazione della vita notturna. Questo è il motivo alla base del carattere nazionale e transnazionale della rete  « Vivre la Ville ! ».

La situazione ha raggiunto un punto critico. Un numero continuamente crescente di quartieri è colpito da vere e proprie piaghe sociali: diffusione di alcol e droga, in particolare tra i giovani e i giovanissimi, danni alla salute pubblica per i residenti nei pressi di luoghi ed esercizi di somministrazione notturna, degrado dell’ambiente e delle città, in particolare degrado del patrimonio dei centri storici delle città.

Il costo socio-economico a breve e medio termine non è più sopportabile.

L’applicazione delle regole che dovrebbero proteggere da questo scempio non è più garantita ai cittadini dalla Forza Pubblica. La rete  « Vivre la Ville ! » denuncia il rischio già in atto di una evoluzione regressiva del quadro legale stesso.

L’azione di lobbying dei venditori di alcol e dei promotori dello “sballo” continuo è ormai penetrata nel quadro istituzionale stesso. Un esempio sia il fatto che il controllo del disturbo nei quartieri viene, in certi casi, delegato ad attori privati (mimi e altri “animatori” della notte, costosi ed inefficaci) ciò implica finanziamenti accordati dalle autorità locali ad associazioni che, con il pretesto di alibi culturali, incitano di fatto al consumo di alcolici.

Da parte dei politici e delle autorità pubbliche non fare nulla è colpevole. E’ tutta una generazione di giovani che viene in parte sacrificata sull’altare di lobby ben conosciute. Sullo sfondo di una crisi economica persistente è facile sfruttare il disagio, lo sconforto, il pessimismo giovanile per ottenere profitti consistenti. La posizione di acquiescenza delle autorità pubbliche nazionali è in aperta contraddizione con le dichiarazioni pubbliche sullo sviluppo sostenibile. Tale atteggiamento irresponsabile è sempre più vissuto dai cittadini coinvolti come una negazione, una regressione e un abbandono.

La Rete « Vivre la Ville ! » intende intervenire con azioni tutte dirette verso uno stesso obiettivo: sulla base delle loro competenze, gli Stati membri e le istituzioni europee debbono agire con determinazione ed efficacia nella direzione dell’interesse generale. 

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UNA STRANA CONCEZIONE DELLE REGOLE

Ok, lo “confessiamo”: quegli antimovidari che hanno tarpato le ali al Fringe Festival siamo noi, quelli dell’Associazione Abitanti di Piazza Vittorio e zone circostanti. O, almeno, questo è quello che hanno raccontato diversi soggetti.

La faccenda, in realtà, è parecchio diversa. Primo, non siamo antimovida, ma questo è un vecchio discorso. Secondo, non abbiamo chiesto che non si svolgesse il Fringe Festival. Abbiamo chiesto che venissero rispettate le regole che il Comune ha stabilito.

Esistono dei limiti alle emissioni sonore in luoghi pubblici, limiti di volume e di orario. Per il Fringe Festival, il Comune di Torino ha concesso una deroga. Noi abbiamo chiesto che quanto fissato dalla deroga venisse rispettato, l’abbiamo fatto chiedendo dei rilevamenti fonometrici.

Per questo, cioè per chiedere di rispettare le regole, siamo stati criticati – diciamo così, per usare un eufemismo – da più parti, incluso da chi, nel Comune, quelle regole le ha stabilite.

Situazione paradossale, non c’è che dire.

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LE AUTO SOTTO, I RIFIUTI SOPRA

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Piazza Bodoni, ore 8.30 del 30 giugno 2014

Piazza Carlina dovrebbe a breve spostare le auto sottoterra, come già è successo a tante altre belle piazze torinesi, ad esempio piazza Bodoni.

Questo dovrebbe, in teoria, rendere le piazze dei luoghi di svago, dove portare i bambini con i loro monopattini e bici a rotelle di giorno. Dove incontrarsi la sera e prendere un caffè al mattino, nella bella stagione.

No, meglio di no: le ultime due cose è meglio non farle: al mattino è da evitare perché dovreste muovervi in mezzo ai rifiuti, la sera è meglio lasciar perdere, a meno che non abbiate un interesse sociologico a studiare gli idioti che questi rifiuti li producono.

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TRASPORTO PUBBLICO SENZA SOLDI? MA NO, MA NO…

Come noto a tutti coloro che i mezzi pubblici li usano – tra cui non rientrano probabilmente coloro che li gestiscono – a Torino viaggiare su tram e autobus è diventato più complicato, negli ultimi anni. Se chiedete all’assessore ai trasporti Lubatti, probabilmente vi parlerà di ‘ottimizzazione‘. Se chiedete a chi usa – per fare solo due esempi – il 13 o il 67, vi parlerà di mezzi strapieni e attese anche di mezz’ora. Questione di punti di vista, naturalmente.

La colpa, naturalmente, è dei tagli imposti dalla Regione, tant’è che nell’aprile del 2013 ben 500 sindaci erano scesi in piazza contro il presidente Cota, per denunciare una situazione insostenibile.

Ma adesso Cota non c’è più, e dunque tutto si risolve. Infatti, è notizia fresca fresca, che il servizio dei Night Buster verrà ulteriormente potenziato. Un servizio che, stando alle cifre fornite dall’assessorato, nel 2013 è costato alle casse comunali 312.666 euro + Iva al 10%.

Stiano sereni, dunque, coloro che i mezzi pubblici li usano per andare a lavorare o a studiare: penseremo mica che se i soldi si sono trovati per chi i mezzi li prende per divertirsi la notte, non si troveranno anche per chi, invece, ne ha bisogno davvero?

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MOVIDA E MONDIALI

Han suscitato un certo interesse – e qualche parola non proprio elegante – le dichiarazioni di Simonetta Chierici sulla decisione del comune di mettere megaschermi nelle piazze cittadine per seguire i mondiali.

Tanto per essere chiari: tra i nostri associati, come tra tutti, c’è chi il mondiale lo segue, chi no, chi è appassionato e chi è indifferente (uno dei nostri, sino a qualche tempo fa, teneva pure la bandiera sul balcone ma, essendo al primo piano, ci ha dovuto rinunciare, poiché il popolo della notte simpaticamente giocava a tirargliela giù). Come linea generale possiamo dire che il tifo per gli azzurri è forte anche dalle nostre parti (in particolare in quest’occasione in cui entrambe le squadre torinesi sono ben rappresentante nella rosa).

Però siamo tra coloro – non pochi, speriamo – che anche di fronte all’avventura dei mondiali un minimo di senso critico cerca di mantenerlo. Certo, anni di esperienza ce l’hanno insegnato, dell’impatto sui luoghi pubblici e sulla vivibilità di queste iniziative non importa niente né a chi amministra la città né a chi vive altrove.

Però un dubbio resta: come fa, un comune che non perde occasione per piangere misera per i soldi che non ci sono, a trovare il modo di finanziare queste iniziative?

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DAI, BELLO L’OPENLAB A VANCHIGLIA…

Com’era già la storiella della movida che è cultura? Evviva, cultura a valanga in Vanchiglia, grazie all’Open Lab! Qui il resoconto di Repubblica…

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SI, OK, LA TAV… E PERO’…

Ieri in piazza Vittorio, c’erano alcuni manifestanti No Tav. Saranno stati una trentina, e passeggiavano portando un amplificatore che diffondeva le quattro stagioni di Antonio Vivaldi. Per ‘controllarli’ c’erano un gruppo di poliziotti con tanto di camionette. Nel frattempo – si avvicinava l’ora dell’aperitivo, ma certo era solo una coincidenza – un bel po’ di auto cominciavano ad ammassarsi sui marciapiedi e in mezzo alla carreggiata, indisturbate.

Nella nostra associazione c’è chi sulla TAV la pensa in un modo, chi in quell’opposto. Però a tutti fa un po’ strano vedere questa grande mobilitazione per impedire a chi manifesta contro la TAV di arrecare disturbo a fronte della tolleranza assoluta nei confronti di chi, il disturbo, lo arreca davvero e solamente per il proprio divertimento.

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